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Collezione

Toledo

- piazza Dante, Tarsia, Montesanto, piazza Carità, Toledo, San Ferdinando, via Chiaia, piazza dei Martiri -

Il piano di espansione di Pedro da Toledo ampliava il perimetro delle mura realizzando una nuova arteria, dal monastero di Santo Spirito al convento di Monteoliveto, proseguendo fino alla Porta Reale, raccordando direttici dello sviluppo collinare ed ai borghi preesistenti, nonché alla città antica. Il disegno dell'ampliamento fu affidato a Giambattista Benincasa e Ferdinando Maglione. L'itinerario parte da piazza Dante, caratterizzata dall'emiciclo del Foro Carolino, progettato da Luigi Vanvitelli (1757-1767) in onore di Carlo III, che ingloba sulla sinistra la Port'Alba (1625), rifatta nel 1797. Sulla piazza affacciano Palazzo Bagnara, la chiesa e il convento di Santa Maria di Caravaggio, San Domenico Soriano. Superata la chiesa di San Michele, si piega verso la zona collinare, salendo per via Tarsia fino al palazzo Spinelli di Tarsia. Sulla strada si incontrano Palazzo Lattuada e il Teatro Bracco e scendendo la chiesa di Sant'Antonio a Tarsia. Proseguendo, si giunge alla chiesa di Santa Maria di Montesanto. Per la Pignasecca si incontra Santa Maria di Materdomini, della fine del '500, e la Trinità dei Pellegrini, maestosa opera vanvitelliana, il cui scalone è oggi all'interno del cortile dell'ospedale (si accede da una porta laterale). Ritornando a via Toledo, si incontrano a sinistra la chiesa dello Spirito Santo e, ad angolo, il palazzo Doria D'Angri, opera di Carlo Vanvitelli (1755). Più avanti, sulla sinistra, palazzo Maddaloni, ampliato da Cosimo Fanzago. In piazza Carità, oggetto di trasformazioni edilizie in età recente, si trovano la chiesa di San Nicola alla Carità, palazzo Mastelloni (portale settecentesco) e palazzo Cavalcanti opera di Mario Gioffredo (1762). Proseguendo, si incontrano Santa Maria delle Grazie, palazzo Tappia, palazzo Lieto (1754); con una piccola deviazione, per via Uries, si trova la chiesa ortodossa di San Pietro e Paolo. Ancora, il palazzo del Banco di Napoli e palazzo Zevallos. Sul lato opposto la Funicolare Centrale, col Teatro Augusteo (la prima opera di Nervi) e il palazzo Berio, disegnato da Vanvitelli (1772). Al termine della strada è il Palazzo Reale. Si giunge alla piazza Trieste e Trento, detta anche San Ferdinando per l'omonima chiesa. In un edificio ad angolo è ospitato il Circolo Artistico Politecnico. Prendendo via Chiaia, urbanizzantasi intorno al XVIII secolo, ci si dirige verso piazza dei Martiri. Agli inizi dell'800, fu demolita la Porta che separava il Borgo di Chiaia dalla città. (Paolo Mascilli Migliorini)