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Collezione

Vergini

- Porta San Gennaro, Santa Maria della Stella, via Vergini, via Cristallini, piazza Sanità, Cimitero delle Fontanelle -

Il borgo dei Vergini appariva già agli storici del XVII secolo una vera e propria città, una "città dei borghi" che fino al 1718 si era sviluppata autonomamente, alternando all'edilizia povera e spontanea, sorta ai margini delle cupe e dei cavoni, le fabbriche nobiliari e religiose. Seguendo un itinerario comodo, provenendo da porta San Gennaro (sul tratto settentrionale delle mura aragonesi), si visita subito il Gesù delle Monache (già San Giovanni in Porta), rinnovata da Arcangelo Guglielmelli. Attraversando via Foria, da piazza Cavour si giunge alla piazzetta Stella. La chiesa fu costruita per dare migliore sistemazione ad una immagine della Madonna della Stella, prima collocata in una cappelletta presso la porta. Adiacente alla chiesa è l'ex convento, oggi caserma Podgora. Su piazza Cavour, ex "largo delle Pigne", prospetta un ampio isolato di forma irregolare, su cui spiccano la chiesa e l'ex convento del Rosariello alle Pigne. L'edificio, fondato nel 1630, subì variazioni e interventi nel 1775 e nel 1880. Continuando su via Fuori Porta San Gennaro, si incontra la chiesa di Santa Maria della Misericordia (non visitabile). Ad aula unica molto allungata, sorse sul principio del XVII secolo al posto di una fabbrica cinquecentesca, sepolta da un'alluvione. In posizione preminente nel rione dei Vergini-Sanità, l'isolato che prospetta sul largo, che fu per secoli l'unico accesso ai poli cimiteriali extra-moenia, contiene emergenze architettoniche tra le più significative, come la chiesa di Santa Maria Succurre Miseris a pianta centrale, di forma rettangolare, composta da due chiese sovrapposte, la prima di forme gotiche, la seconda degli inizi del XVIII secolo (non visitabile). Sulla stessa via Vergini, al n. 10, prospetta il palazzo dello Spagnuolo, di Ferdinando Sanfelice. Sul lato nord-est si incontrano la chiesa di Santa Maria dei Vergini del Vanvitelli, col complesso dei Padri della Missione, sorta agli inizi del XVII. Giungendo nella via San Severo, al termine dell'asse centrale di via Antesaecula, si incontra la chiesa di San Severo, opera di Dionisio Lazzari, a pianta rettangolare. Quindi il palazzo Sanfelice, su via Arena della Sanità, di Ferdinando Sanfelice. Proseguendo, si giunge alla piazza di Santa Maria della Sanità, ottenuta con l'abbattimento di alcuni palazzi, dominata dall'omonima chiesa. A ridosso del costone tufaceo, lungo il vallone delle Fontanelle, al n. 154 sorge la chiesa dell'Immacolata e San Vincenzo. Oltrepassato il Ponte della Sanità sulla destra, per via San Vincenzo, si procede verso San Gennaro extra moenia. La costruzione primitiva, del V secolo, fu sostituita nel XIV secolo quando le spoglie del Santo fecero ritorno trionfalmente a Napoli. Proseguendo per le Fontanelle si giunge alla cava sulla quale fu costruita la chiesa di Santa Maria del Carmine. L'ossario è un'ampia cava di tufo, adattata a cimitero, per custodire i resti delle vittime dell'epidemia colerica del 1836, insieme ad altri scheletri ritrovati in altri punti della città (via Toledo, fondamenta del Maschio Angioino, etc.). (Filomena Sardella)